Disordini temporo-mandibolari

by francesco

Che cosa sono

I disordini temporo-mandibolari sono un gruppo molto complesso di patologie del sistema masticatorio a carico dei muscoli della masticazione e dell’articolazione temporo-mandibolare, ossia l’articolazione tra la mandibola e l’osso temporale. Molte forme di disordini temporo-mandibolari sono autolimitanti, ossia il quadro clinico migliora spesso spontaneamente, ma poiché la loro prevalenza (la percentuale di persone che ne sono affette) è molto elevata ed in aumento, tali patologie stanno assumendo una notevole importanza sociale. Possono essere causati da trauma diretto alla mandibola, stress muscolare da parafunzione occlusale (serramento, bruxismo, malocclusione), artrite infiammatoria o degenerativa, stress o traumi della sfera psico-emotiva.

Come riconoscerli e quando richiedere una visita

I segni e sintomi, campanelli d’allarme dei disordini temporo-mandibolari sono:

  • dolore alla mandibola
  • dolore all’orecchio o nell’area circostante
  • difficoltà a masticare o disagi durante la masticazione
  • dolore facciale di notevole intensità
  • un rumore di click o una sensazione di ruvidità durante l’apertura e la chiusura della bocca
    blocco della mandibola, con difficoltà ad aprire o chiudere la bocca
  • cefalea
  • occlusione dentale non confortevole (come se i denti non articolassero più tra loro in modo corretto)

Come si curano

Nella cura di questi pazienti intervengono diverse figure come dentisti, fisioterapisti e psicologi, ognuno secondo le competenze specifiche. L’odontoiatra è il primo specialista in grado di diagnosticare il disturbo ed istituire il corretto piano di cura che deve prevedere il controllo immediato del dolore attraverso terapie farmacologiche ed occlusali. Il fisioterapista interviene nel trattamento provvedendo alla riabilitazione delle componenti muscolari del distretto temporo-mandibolare. Lo psicologo fornisce un importante aiuto per impostare strategie terapeutiche comportamentali e di gestione dello stress per controllare lo stato di ansia o di depressione che spesso accompagna e sostiene queste sindromi.